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Allarme dispersione scolastica

 

Bentrovati all’ascolto del Grs Week da Katia Caravello.
La povertà educativa è l’impossibilità per i minori di apprendere, sperimentare, sviluppare e far fiorire liberamente capacità, talenti e aspirazioni. In Italia la povertà educativa priva milioni di bambini del diritto di crescere e di seguire i propri sogni.
A causa di difficili condizioni economiche molti bambini e ragazzi non hanno le stesse opportunità dei loro coetanei in situazioni economiche migliori.

Questo il tema al centro del X Atlante dell’infanzia a rischio, 2019“Il tempo dei bambini”, presentato da Save the Children lo scorso 21 ottobre. Il dossier ci consegna la fotografia di un Paese fortemente impoverito sul piano del diritto all’istruzione; Nella scheda di Anna Monterubbianesi una sintesi del documento.

In 10 anni i bambini poveri sono triplicati, la riduzione della spesa sociale ha fatto aumentare le diseguaglianze, un giovane su 7 ha abbandonato gli studi. A questo panorama  si aggiungono edifici poco sicuri, investimenti in istruzione a singhiozzo e abbandono scolastico alle stelle. Se in Italia quasi la metà degli studenti under 18 non legge neppure un libro che non sia stato “imposto” dalla professoressa, crescono i numeri di chi è sempre connesso alla rete, in classe e fuori: solo il 5,3% dei minori non usa Internet quotidianamente. È quanto emerge da ll tempo dei bambini, il decimo “Atlante dell’infanzia a rischio” di Save the Children. Secondo l’organizzazione internazionale molti giovani (almeno uno su sette) si perdono lungo il percorso e finiscono per lasciare gli studi, mentre chi continua ad andare a scuola è spesso costretto a farlo in strutture inadeguate, settemila sono da considerarsi “vetuste” e più di 21mila non hanno il certificato di agibilità.

Particolarmente allarmanti sono i dati relativi alla dispersione scolastica. La riduzione delle risorse in quest’area ha aumentato il divario tra nord e sud. Infatti, benché a livello nazionale la percentuale di minori che abbandona la scuola si attesti al 14,5%, le differenze tra regioni sono ampie: in Sardegna, in Calabria e in Sicilia si arriva addirittura a superare il 20%. Numeri che, come evidenziato da recenti studi, alimentano la categoria dei NEET, giovani di età compresa tra i 15 e i 29 anni che non sono impegnati né in percorsi formativi, né in attività lavorative. In base alla misurazione del 2017, in Italia sono circa 2,2 milioni, ossia il 24% del totale, percentuale che al sud sale al 34,4%, contro una media europea del 14,2%. Abbiamo chiesto a Vanessa Pallucchi, coordinatrice della Consulta Educazione e Scuola del Forum del Terzo Settore, un commento

 

L’Atlante dell’infanzia a rischio è stato presentato in occasione del lancio della campagna di Save the Children per il contrasto allapovertà educativa, Illuminiamo il futuro. Ascoltiamo in merito Antonella Inverno, responsabile politiche per l’infanzia di Save the Children.

 

Ed è tutto, per saperne di più sul sociale: www.giornaleradiosociale.it


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