Tutti amano la Radio, ma in realtà credono di essere in televisione…

Ultimamente mi guardo intorno con molta attenzione, nella vita di tutti i giorni ma soprattutto sui vari social. E’ inutile negarlo, chiunque abbia a che fare con la comunicazione, volente o meno, deve inevitabilmente usarli e farne parte. I miei contatti spesso sono colleghi di microfono, oppure personaggi che appartengono al mondo più “prestigioso” dei grandi network radiofonici. Facebook, Twitter, Instagram e, ultimo arrivato, Periscope. Sempre solo rigorosamente immagini e filmati di persone riprese, anche in ambito radiofonico, mentre fanno tutt’altro: giocano, ballano, scherzano, ridono.

La riflessione sorge quindi spontanea. Sia chiaro, non voglio passare per “vecchio”, ne voglio sembrare una persona legata ad un concetto di radio che non esisterà più, però è inevitabile domandarsi il “perché” di tutto questo. Ok, se uno fa radio (famoso e non, in una grossa o piccola emittente) ha bisogno di farsi pubblicità e di farlo sapere a più persone possibili, pertanto non sto criticando quella che è forse l’essenza dei social network, cioè far sapere agli altri qualcosa di se.

Quello che mi chiedo e mi domando è se per una volta coloro che dichiarano e dicono di amare la radio in maniera assoluta non potrebbero postare foto o video di quello che è il mestiere più bello del mondo, magari mentre lo fanno. Invece provate a scorrere tra i vostri contatti, o fate caso a quel che ho appena detto: se cercate tra le persone che fanno parte del mondo della radio perché ci lavorano o perché per hobby si divertono a farla, li troverete tutti (o quasi) filmati o fotografati in studio mentre fanno tutt’altro o cercano di mettersi in mostra. Giusto come provocazione vi (e mi) domando: qual è il senso di andare in onda da uno studio radiofonico con gli occhiali da sole? Sono io impazzito, troppo all’antica, o mi sfugge qualcosa?

Credo nella radio, nel suo potere comunicativo, nella magia di questo mezzo che sa ancora far sognare, però penso che a volte a “rovinarlo” o a fargli una brutta pubblicità siano proprio quelli che dicono di amarla e che ne fanno parte. Non capisco il senso di pubblicare durante una diretta di 2 ore, per esempio, una decina di foto e dei video che ritraggono uno speaker mentre fa “di tutto”, meno che qualcosa di attinente alla radio.

Non sarebbe meglio che pensasse a delle belle canzoni da mettere in onda, a qualcosa di interessante da dire? Altrimenti quale sarebbe il senso di condannare le emittenti che ingaggiano personaggi provenienti dal mondo della televisione se poi la prima cosa che molti speaker vogliono fare è dare spettacolo mettendosi in mostra?

Sia chiaro, so bene che il tema è molto delicato e non sto assolutamente criticando altri mezzi di comunicazione, soprattutto i social, però credo sarebbe bello poter tornare a vivere la radio in maniera un po’ più profonda, godendo della bellezza del mezzo di comunicazione con cui si ha a che fare, riportando in primo piano la musica e le parole, la bellezza di una voce al microfono che annuncia un brano meraviglioso o che dice qualcosa in cui crede, con passione.

Provate a farlo la prossima volta che sarete in onda, fatelo per la radio, ve ne sarà grata!

Articolo a cura di Mattia Savioni

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